Acquisto casa proveniente da successione. Le cose che devi sapere

Condividi l'articolo:

successione-300x225

Se stai valutando l’opportunità di acquistare la casa che hai visto con la tua agenzia immobiliare e segui il nostro blog, avrai letto sicuramente l’articolo sui documenti che “DEVI PRETENDERE” dal tuo agente immobiliare, la cosiddetta due diligence.

Hai deciso di acquistare casa? Bene! Ecco i documenti che devi pretendere dall’agente immobiliare prima di effettuare il tuo investimento!

Se dalla relazione che ti viene presentata ti accorgi che il bene che stai acquistando è proveniente da una successione o da un testamento, allora drizza bene le antenne!

Ti spieghiamo oggi le problematiche sull’acquisto di un immobile proveniente da acquisto a titolo “derivativo”, ossia da successione legittima o testamentaria, ovvero attraverso testamento olografo, pubblico o segreto.

Sappi che il proprietario dell’immobile, per essere legittimato, deve avere accettato l’eredità del de cuius. Parliamo quindi dell’accettazione dell’eredità. Per ovviare alla natura della revocabilità del titolo di acquisto derivativo della proprietà, le banche ed i notai stanno richiedendo obbligatoriamente ai venditori di immobili ereditati l’accettazione dell’eredità, la quale può avvenire in diversi modi.

  • ACCETTAZIONE ESPRESSA DELL’EREDITA’: si ha quando, in un atto pubblico o in una scrittura privata autenticata, il soggetto ha dichiarato di accettare l’eredità assumendo il titolo di erede.
  • ACCETTAZIONE TACITA DELL’EREDITA’: l’erede compie un atto chiaro dal quale si evince per facta concludentia che vuole accettare l’eredità. Es.: si appropria di beni ereditari.
  • ACCETTAZIONE CON BENEFICIO D’INVENTARIO: riguarda in modo esclusivo gli eredi che rispondono dei debiti del defunto. L’accettazione con beneficio d’inventario ha lo scopo di separare i beni patrimoniali dei debiti del defunto. Accettando l’eredità con beneficio d’inventario, gli eventuali debiti verranno pagati dagli eredi solo per il valore dei beni ereditati. Es.: Si riceve in eredità una casa dal valore di € 100.000,00. Il defunto ha debiti che ammontano a € 200.000,00. Se l’erede accetta incondizionatamente l’eredità, oltre ad accettare la casa, dovrà intaccare il proprio patrimonio personale per pagare i debiti fino a € 200.000,00. Cosa diversa se l’erede accetta con beneficio d’inventario; in questo caso, egli dovrà pagare i debiti solo relativamente al valore dell’eredità accettata. Se l’erede è già in possesso dei beni che dovrebbe ereditare e vuole richiedere l’accettazione con beneficio d’inventario, può farlo entro 3 mesi dall’apertura della successione o dalla data di morte se è presente un testamento; in caso contrario, l’erede sarà obbligato illimitatamente al soddisfacimento dei debiti del de cuius, ovviamente pro quota.

Per chiarire meglio la situazione di eventuali debitorie, è bene sapere che l’art. 490 del Codice Civile distingue il patrimonio del defunto da quello dell’erede. Si avrà di conseguenza che l’erede ha verso l’eredità tutti i diritti e gli obblighi che aveva verso il defunto, tranne quelli che si sono estinti con la morte dello stesso. L’erede non dovrà pagare i debiti ereditati oltre il valore dei beni a lui pervenuti. I creditori del defunto hanno precedenza sul patrimonio ereditato rispetto ai creditori dell’erede.

Parleremo più avanti, in un ulteriore articolo, di un altro aspetto fondamentale: ossia la rinuncia all’eredità, cosa ben diversa dall’accettazione.

Rispondi