ATTO DI PRECETTO E DECRETO ANTI CREDIT CRUCH, DL 83/2015

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credit_crunchPrima di passare alle novità introdotte dal cd. decreto anti credit crunch facciamo una breve premessa per spiegare in cosa consiste il termine credit crunch. E’ un termine inglese che letteralmente vuol dire stretta del credito, che nel nostro contesto economico esprime la riduzione dell’offerta di denaro in prestito da parte delle banche indotta dalla riduzione della liquidità del sistema bancario. La maggior parte delle persone che non si occupano di economia e finanza sono venuti a conoscenza di questo termine solo all’insorgere della crisi che ha coinvolto il nostro paese.
La stretta del credito può portare al fallimento non solo imprese e famiglie ma anche le banche stesse. Per le famiglie e le imprese il mancato pagamento dei crediti ricevuti si traduce in pignoramenti degli immobili ipotecati a garanzia del credito, questo porta ad un aumento di beni immobili a capo delle banche. Come se non bastasse, il calo dei prezzi nel mercato immobiliare ha fatto sì che nemmeno con le vendite all’asta i creditori potessero recuperare l’intero capitale ceduto. Per rispondere a tutte queste problematiche, comuni quasi all’80% della popolazione italiana, il governo ha risposto con diverse azioni di rimedio. Una di queste è stata la legge antisuicidio 3/2012 per dare una possibilità alle persone fisiche e piccoli imprenditori di salvarsi dal sovraindebitamento di cui ne abbiamo parlato nell’ articolo precedente, un’altra azione è l’approvazione del decreto legge 83/2015 cd. anti credit cruch che introduce importanti modifiche alla procedura esecutiva del decreto ingiuntivo con ricadute positive sia per il creditore che per il debitore.
Il decreto cd. anti credit crunch, Dl 83/2015 entrato in vigore il 27 giugno del 2015 ha apportato modifiche importanti nella procedura di eseguire e redigere l’atto di precetto con lo scopo di velocizzare ed agevolare l’espropriazione esecutiva in casi di finanziamenti o mutui non pagati ed accorciare i tempi di recupero del credito da parte del creditore ed allo stesso tempo limitare i danni e le conseguenze negative per il debitore
L’atto di precetto è la procedura obbligatoria con la quale il creditore notifica al debitore l’intenzione di intraprendere un esecuzione forzata. Praticamente, prima di passare al espropriazione dei beni mobili o immobili oppure ad un pignoramento che può avere oggetto anche eventuale stipendio o conto bancario il creditore è obbligato a notificare presso il domicilio del debitore l’atto di precetto con il quale viene intimato ad estinguere il proprio debito entro 10 giorni dalla data di notifica dell’avviso. Trascorsi i 10 giorni il creditore può iniziare la procedura esecutiva chiedendo all’ufficiale giudiziario di pignorare l’immobile posseduto dal debitore per poter recuperare l’importo ceduto. L’atto di precetto ha una validità di 90 giorni entro i quali deve essere effettuata la procedura di pignoramento, il mancato pignoramento entro tale periodo comporta la decadenza dell’atto di precetto e quindi il creditore deve intraprendere da capo la procedura della notifica di un nuovo atto di precetto.
Il Decreto Legge n. 83 del 27 giugno 2015 intitolato “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria” conosciuto ai più come decreto anti credit crunch ha provveduto ad inserire importanti novità alla procedura esecutiva dell’atto di precetto. Nello specifico è andato a modificare l’articolo 480 del codice di procedura civile inserendo la seguente nuova parte di testo:
«Il precetto deve altresì contenere l’avvertimento che il debitore può con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore.»;

Le novità introdotte obbligano quindi il creditore ad includere nell’atto di precetto, oltre alle informazioni già esistenti e stabiliti dall’articolo 480 c.p.c, il nuovo avvertimento in modo da informare il debitore della possibilità che ha a disposizione per poter risolvere la sua situazione di sovraindebitamento rivolgendosi all’organismo preposto alla composizione della crisi oppure ad un professionista autorizzato per far sì che possano trovare un accordo tra le parti sulla base degli interessi di entrambi.
Spero che questo articolo ti sia stato utile a darti delle informazioni sulle novità introdotte in materia di sovraindebitamento a causa di crisi economica. Se sei in difficoltà e la tua casa rischia l’esecuzione forzata non aspettare il peggio, rivolgiti ai professionisti Capital House che ti aiuteranno a trovare la soluzione migliore ed evitare i danni economici.
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Un commento su “ATTO DI PRECETTO E DECRETO ANTI CREDIT CRUCH, DL 83/2015”

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  1. […] sulle novità e le modifiche introdotte ne abbiamo già parlato in un nostro precedente articolo. Leggi qui se vuoi […]

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