BREXIT E L’EUROPA DEL FUTURO

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Sono diversi gli avvenimenti di quest’estate ma l’argomento che ha riscontrato un grande interesse da parte del pubblico dell’intera Europa, dei politici e degli investitori, è sicuramente il risultato del referendum svoltosi il 23 giugno scorso che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Gli inglesi hanno votato per il “SI” al Brexit, questo significa che entro il 2019 l’Inghilterra dovrà lasciare l’Europa. La distanza di tre anni può sembrare lontana ma si sa che il mercato reagisce nell’immediato alla diffusione dei risultati. In questo Speciale Brexit analizziamo i dati e vediamo insieme quali potranno essere gli effetti sui mercati, con particolare attenzione a quello immobiliare e finanziario.

UN PO’ DI DATI

Il Regno Unito (UK) è formato da Inghilterra, Galles, Scozia (che costituiscono insieme la Gran Bretagna) e Irlanda del Nord. I dati statistici del 2015 indicano una popolazione di 64.875.165, circa 4 milioni di persone in più dalla popolazione italiana. Un numero considerevole di britannici, circa 1,3 milioni, vivono in paesi diversi dell’Europa come in Spagna (319.00), Irlanda (249.000), Francia (171.000) o Germania (100.000) e tanti di loro hanno acquistato anche delle proprie case di proprietà in questi paesi.

GRAN BRETAGNA E UE

Il sistema politico della Gran Bretagna è la monarchia costituzionale parlamentare, con a capo la sua maestà Regina Elisabetta  II, nata il 21 aprile del 1926, ed incoronata il 2 giugno del 1953.

E’ entrata a fare parte di questa grande struttura quale l’Unione Europea nel 1 gennaio 1973 ed ha deciso di restare fuori dal progetto della moneta unica quando i paesi dell’unione Europea hanno firmato il trattato di Maastricht nel 1992. Negli anni abbiamo visto un Inghilterra dalle diverse sfaccettature, che adotta chiusure xenofobe ed altro canto aperture multiculturali come mostra ultimamente la scelta di avere un sindaco musulmano per la capitale, il pakistano Sadiq Khan.

E mentre tanti altri paesi cercano di raggiungere l’obiettivo Europa, Inghilterra sceglie di uscire dall’Unione Europea, per la creazione della quale è stato uno dei principali sostenitori.

Se da una parte il Brexit ha comportato sconcerto ed incertezza sull’intera Europa, d’altro canto è servito a rafforzare il senso di appartenenza di un gran numero di paesi membri che avevano espresso il desiderio di uscire dalla CE nei sondaggi pre – Brexit. Tra questi c’è anche l’Italia, il numero dei favorevoli alla proposta di promuovere un referendum sulla permanenza nell’UE è passato da 58% degli intervistati prima del referendum britannico al 44 % dopo il referendum. Secondo il sondaggio Demopolis il 75 % degli italiani è decisamente convinto che si debba restare membri dell’Unione Europea, il 6 % non sa e solo il 19 % vorrebbe uscire.

Paura delle conseguenze?

Ad ogni modo nella gran parte dei paesi il Brexit è stato percepito come causa di un crollo economico ed incertezza sociale.

BREXIT ED EUROPEI

Londra è una delle città più belle dell’Europa e l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea non vuol dire che diventerà un paese chiuso. Sicuramente non sarà più la stessa cosa per chi volesse andare a cercare di fare carriera in UK lavoricchiando fino al ritrovamento dell’opportunità giusta. Per poter restare e vivere in Inghilterra si dovrà avere un lavoro regolare ed un permesso di soggiorno.

Se fino ad oggi Londra era per gli italiani la destinazione dove potersi sistemare e fare carriera, ormai chi vuole fare questa scelta deve pensarci un po’ di più e trovarsi una destinazione sicura prima di prendere il volo. La riduzione dell’immigrazione comporterebbe però anche meno richiesta di case e di uffici per il mercato immobiliare britannico.

Anche per chi vuole studiare in Inghilterra cambiano le regole del gioco, non solo gli italiani ma tutti gli europei che fino ad oggi non conoscevano questa materia dovranno seguire tutte le procedure dei cittadini stranieri per poter avere accesso allo studio nelle università britanniche.

BREXIT E IMMOBILIARE

Gli investitori britannici sono stati tra i più rilevanti compratori esteri di immobili nel nostro paese, oltre la costiera da sempre preferita per le sue bellezze, grande attrattività ha riscontrato la regione Campania con le sue meravigliose città come Napoli, Positano, Scario, Ravello, Massa Lubrense, ecc. Il profilo dell’inglese che compra casa in Italia è generalmente un investitore qualificato alla ricerca non solo del sole ma di un modello di vita, di cultura, di storia e di arte di cui l’Italia è unica al mondo.

Anche se il futuro è ancora incerto ed al momento non c’è nessuna decisione definitiva, gli investitori però hanno già iniziato a pensarci due volte sui loro potenziali investimenti. Con il crollo della sterlina, avvenuta subito dopo il referendum, anche il numero di investitori inglesi disposti ad investire nel nostro paese potrà ridursi notevolmente. Il contrario accade per gli acquirenti dell’Eurozona che si vedranno aumentare il loro potere d’acquisto con possibilità di valutare investimenti immobiliari in Gran Bretagna. Dati diffusi dal portale Gate-Away, dedicato agli investimenti stranieri in Italia, registrano un calo delle richieste di immobili provenienti da UK portando il livello delle richieste da un 47,08 % del mese di aprile al 14% nel mese di giugno, precedente al referendum.  E la cosa non è strana, il semplice fatto di dover venire in Italia per un sopralluogo e scegliere la casa dei desideri per un inglese non sarà più cosi facile come fino ad ora. Che un britannico decida di venire in Italia in vacanza o per un lungo soggiorno avrà bisogno di un visto per non aggiungere poi le nuove procedure da dover seguire come cittadini extra UE.

Le aziende che attualmente hanno spostato le lori sedi nel territorio britannico potrebbero decidere per ovvie ragioni di spostarsi altrove incidendo così negativamente nel mercato immobiliare britannico e positivamente nei paesi dove decideranno di insediarsi. Anche in questo settore l’Italia rappresenta un ottima destinazione per gli uffici aziendali e potrà beneficiare della situazione se saprà creare un infrastruttura fiscale, giuridica e tecnologica per poter accogliere le nuove imprese.

Il Brexit ha diffuso instabilità e incertezza anche nel settore economico e finanziario europeo con effetti su mutui, prestiti e assicurazioni. Diverse valutazioni portano a pensare che quest’evento prolungherà il periodo di elevata liquidità disponibile e costo del denaro ai minimi storici, favorendo il mantenimento e addirittura la riduzione degli attuali tassi di interesse per mutui e prestiti.

Questo in termini pratici si traduce in opportunità per le famiglie di poter accedere ad un mutuo acquisto casa a delle condizioni favorevolissime ed ottimo momento per poter ottimizzare il bilancio famigliare rinegoziando un mutuo esistente ripartendo il peso  magari su più anni.

Sono diversi i scenari che Brexit mette sul tavolo, tra rischi ed opportunità. Chi sa se l’incertezza scaturita nel breve periodo non potrà tradursi in occasioni di acquisto ed equilibrio a lungo termine.

Qualcosa è cambiato ed indietro non ci si può tornare, e se non sarà quello di prima l’Europa imposterà una nuova stabilità, magari più forte di prima, per i stati membri.

Importante essere preparati ad affrontare i cambiamenti e trasformare l’incertezza in opportunità, nell’Europa del futuro!

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