COME FUNZIONA LA DONAZIONE IMMOBILIARE?

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La donazione di un immobile a un familiare comporta numerosi vantaggi e svantaggi, diversi adempimenti a seconda della tipologia dell’immobile e, se il donatore lo desidera, alcune clausole contrattuali che possono limitare il godimento del bene. La donazione è un contratto con cui un soggetto arricchisce un altro gratuitamente. La donazione può interessare tutti i tipi di beni, a eccezione dei beni futuri e altrui; in alcuni casi può interessare anche dei diritti. Per quanto riguarda gli immobili, è possibile donare la proprietà e altri diritti reali come l’usufrutto, l’uso o il diritto di abitazione. La donazione può essere diretta o indiretta: la donazione diretta prevede che si doni, in vita, un bene a favore di un soggetto, invece la donazione indiretta, invece, è un atto che produce un effetto donativo e di beneficio a favore di chi lo riceve.
Per donare un immobile bisogna procedere necessariamente:con atto pubblico, e quindi attraverso un notaio e alla presenza di due testimoni. Inoltre, nell’atto le parti devono indicare gli estremi delle eventuali donazioni anteriori e i relativi valori alla data dell’atto.

I vantaggi della donazione diretta effettuata attraverso il notaio:

– il trasferimento è di regola irrevocabile, eventuali creditori che ritengano che l’atto sia stato posto al solo scopo di frodare le loro ragioni possono esercitare l’azione revocatoria solo entro 5 anni dal compimento dell’atto stesso
– l’atto del notaio assicura la validità dell’atto
– il donante di regola non è responsabile per i vizi della cosa donata.
– Inoltre, la donazione comporta anche vantaggi di natura fiscale quando il donatario è un familiare e la donazione non supera un determinato valore.

Gli svantaggi della donazione di un immobile, invece, possono essere:

– la necessità di sostenere i costi notarili
– gli obblighi alimentari nei confronti del donante qualora versi in stato di bisogno
– la difficoltà a rivendere l’immobile posta la possibilità, per gli eredi nei successivi 10 anni dalla morte del donante, di impugnazione della donazione per lesione della quota legittima con la cosiddetta azione di riduzione.

Conviene di più la donazione o la successione?
In casi come questi, nei quali si decide di devolvere parte o tutto il patrimonio ai prossimi congiunti, il dubbio frequente è se sia più opportuno farlo già in vita tramite una donazione oppure lasciare un testamento in cui vengano assegnati i propri beni a parenti ed amici. La prima cosa da sapere è che in entrambi i casi è necessario rispettare la quota di legittima: il patrimonio ereditario si compone di una quota disponibile, che si può lasciare a chiunque si desideri e di una quota indisponibile di beni, destinati dalla legge a determinati soggetti: la quota di legittima o quota riservata, che non può essere intaccata nemmeno per volontà espressa del defunto. In sostanza, c’è da dire che non vi sono fondamentali differenze tra donazione e successione testamentaria: il patrimonio può essere suddiviso tra gli eredi sia con successivi atti di donazione che tramite specifiche disposizioni testamentarie. Spesso, la donazione di beni immobili non è consigliata nel caso in cui si voglia rivendere immediatamente il bene: la legge prevede infatti la possibilità per gli eredi legittimi di richiedere la restituzione del bene donato qualora leda la propria quota di legittima.

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