Come sapere se la tua casa è antisismica…

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Se è vero che l’Italia non è una realtà campione nella prevenzione, vero è anche che in molti conoscono le regole di base dell’emergenza: mai utilizzare ascensori, scale e ripararsi immediatamente sotto gli archi di quelli che comunemente vengono definiti “muri portanti”. Ma la domanda che ciascuno rivolge a se stesso è: “La mia casa reggerà?”. Avere una conoscenza del proprio immobile è anch’essa una buona norma di prevenzione che permette di realizzare interventi preventivi appunto e ridurre il rischio.

I GRADI DEL RISCHIO

Innanzitutto è necessario conoscere quale sia il rischio sismico dell’area in una scala da 1 a 4 (in cui il 1°rappresenta il più elevato ma non è l’unico a preoccupare se si considera che nell’edilizia pubblica le strutture devono avere i requisiti antisismici sino al 3°). Per poter conoscere il rischio sismico del proprio Comune di residenza è possibile visitare l’apposita sezione del sito del Dipartimento di Protezione Civile.

Tra i requisiti fondamentali per affermare che un immobile è antisismico c’è lo spessore dei muri portanti che non devono mai avere uno spessore inferiore a 15 cm e maggiore di 50 cm. Altra caratteristica è l’altezza dell’immobile che, ad esempio, per le zone con rischio di 1° non devono superare mai i due piani di altezza.

 

LE CARATTERISTICHE DI UN’IMMOBILE

Ma non basta lo spessore dei muri e l’altezza dello stabile a decretarne la vulnerabilità. Altri requisiti necessari sono la capacità dello stabile di perdere equilibrio, il mantenimento di resistenza e la funzionalità nel tempo, oltre ovviamente alla scelta dei materiali necessari alla costruzione: tra i più diffusi si trovano il cemento armato precompresso oppure quello con barre di acciaio da almeno 5mm al carbonio. Infine la casa deve anche rispettare il cosiddetto requisito della regolarità strutturale, ovvero la stabilità di un edificio aumenta se i muri di ciascun livello sono stati eretti in corrispondenza di quelli del piano inferiore.

 

MA COME POSSO SAPERE SE LA MIA CASA E’ A NORMA?

In genere per gli immobili già edificati è sempre possibile intervenire con azioni di miglioramento o di adeguamento e le norme e i parametri degli interventi da rispettare e da mettere in essere sono i medesimi dei nuovi fabbricati. Per sapere se la propria casa rientra nei parametri è sufficiente recarsi presso la Provincia o il Comune di competenza e richiedere una copia del progetto delle strutture e avvalersi della consulenza di un tecnico esperto per le valutazioni del caso. Un’azione questa che può essere ad opera tanto del proprietario dell’immobile quanto dell’inquilino che, sostenendone i costi, può farne richiesta.

 

QUANTO COSTANO I RILIEVI?

Non essendovi nessuna figura specifica preposta a questo tipo di controllo in genere ci si avvale di ingegneri ed architetti che dopo aver acquisito informazioni sulla storia della struttura verifichino la relativa documentazione. Il costo per questo tipo di consulenza per un appartamento di media grandezza si aggira attorno ai mille euro. Cosa ben diversa, invece, se si tratta di dover realizzare dei rilievi in mancanza della documentazione del caso. Qui i costi raddoppiano, ma conoscere con precisione il rischio che si corre significa già aver compiuto il primo passo verso la prevenzione.

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