Titolarità del diritto di proprietà, quale prova è necessaria?

Condividi l'articolo:
Il diritto di proprietà di immobili se trasferito con contratto va provato con lo stesso.

Nel nostro codice civile sono previsti contratti per cui la forma scritta non è obbligatoria; ci sono poi ipotesi in cui la forma scritta è prevista per la validità dell’atto, ma solo a fini probatori e infatti si parla di forma scritta ad probationem; infine, ci sono contratti per cui la forma scritta è invece richiesta ad substantiam, cioè come è intuibile, per la loro stessa esistenza: si tratta insomma dei casi in cui il diritto fa proprio il principio per cui la forma è sostanza ed il contratto non è valido se non è scritto.

L’art. 1350 c.c. contiene l’indicazione dei contratti che testualmente “debbono essere fatti per iscritto”, cioè a pena di nullità. Tra questi vi sono, per quello che a noi interessa, anche i contratti che trasferiscono il diritto di proprietà.
Vi sono poi altre norme che specificatamente prevedono la forma scritta ad substantiam (lo prevede lo stesso art. 1350 c.c.; tra queste abbiamo, ad es., quanto attiene al trasferimento della proprietà, l’atto di donazione o il testamento).

Prova del diritto di proprietà?

Dobbiamo quindi concludere che del diritto di proprietà la prova può essere fatta solo tramite il titolo? No, non esattamente. Facciamo anche qui un passo indietro e distinguiamo i casi di acquisto del diritto a titolo originario da quelli di acquisto a titolo derivativo.
Nei primi l’acquisizione del diritto non dipende da nulla, né dalla titolarità del precedente proprietario (ad es. l’usucapione), mentre i secondi consistono nel trasferimento del diritto da un terzo (titolare del diritto) ad un altro (ad es. la compravendita e la successione).
La prova dell’acquisto della proprietà è diversa a seconda che si verifichi il primo o il secondo caso: nel primo caso è sufficiente la prova dei presupposti di legge e quindi ad es. la prova dell’usucapione può essere fatta mediante l’ascolto di testimoni (salvi i casi dove è anche presente il titolo, v. ad es. art. 1159 c.c.).
Nel secondo caso invece, è indispensabile la prova di un titolo valido ed efficace (e che il c.d. dante causa e gli altri prima di lui fossero i legittimi proprietari).

Contratto di proprietà immobiliare

Contratti con cui si acquista la proprietà di beni immobili devono essere, oltre che redatti per iscritto, anche trascritti. La trascrizione è principalmente prevista al fine di rendere pubblici determinati atti e di renderli quindi opponibili a terzi. La trascrizione si effettua, come noto, presso i registri immobiliari ed è regolata essenzialmente dagli artt. 2643 e ss. c.c. e non riguarda soltanto, ma anche, i contratti con cui si acquista la proprietà di immobili (ad es. riguarda anche, per quanto attiene a al nostro discorso, l’atto di donazione, delle sentenza.

Rispondi